LA STORIA

ARTIGIANALITÀ E AVANGUARDIA

Nel 2001 Fabrizio Masoni concretizza quella che da sempre è la sua visione di conceria di vitelli: tutelare la tradizione artigianale contaminandola con la moderna sperimentazione. Nasce così, a Santa Croce sull’Arno, Masoni Industria Conciaria S.p.A., un’azienda rispettosa della grande tradizione artigianale del suo territorio ma capace, fondendo elementi provenienti da mondi diversi, di cavalcare l’evoluzione tecnologica mettendola al servizio di quella sperimentazione necessaria ad offrire un prodotto di grande qualità.

Nel 2016, Masoni S.p.A. costruisce un nuovo immobile e modernizza quello esistente, creando ambienti di assoluto comfort e design, rispettosi di tutte le normative internazionali vigenti sulla sicurezza.

Nel 2018, acquisendo una nuova unità produttiva di oltre 3.000 metri quadrati, grazie all’utilizzo delle più moderne tecnologie industriali, l’azienda si dota di tutte le capacità necessarie per una produzione all’avanguardia e rispettosa dell’ambiente.

Oggi Masoni S.p.A. conta una superficie complessiva di 10.500 metri quadrati e un team di oltre 60 persone tra dipendenti e collaboratori.

I COLORI CHE CI ACCOMPAGNANO

L'Arancione

Tutto è iniziato nel 2001 con una visita al Musée Marmottan Monet di Parigi. Volente o nolente mi sono imbattuto nel ‘Levar del sole’ (Impression, soleil levant) di Monet. Il suo bel sole arancione al centro mi ha letteralmente folgorato. È in quel preciso istante che è iniziata la mia curiosità per questo colore… È nato prima l’arancione o l’arancia? Chi ha dato il nome a cosa? Il desiderio di conoscere questo colore mi ha portato a leggere ‘Lo spirituale nell’arte’. L’artista russo Vasilij Kandinskij scriveva che l’arancione è come “un uomo sicuro della sua forza”. In quel momento, leggendo quelle parole ho sentito il bisogno di essere accompagnato nella mia avventura lavorativa da quel colore. L’arancione doveva essere con me. D’altronde ero in buona compagnia, quando l’architetto Morrow nel 1935 si ritrovò a decidere di che colore dipingere il Golden Gate Bridge optò per l’arancione, si sarebbe perfettamente confuso con il colore delle colline, ma avrebbe spiccato in tutta la sua bellezza contro il blu del cielo e del mare.

Il Rosso Corsa

Sono sempre stato innegabilmente patriottico, orgogliosamente santacrocese, amante delle corse, delle automobili di qualsiasi tipo ed ho sempre pensato che tutta la Francia, insieme alla sua splendida Parigi, mi portassero fortuna. Avrei voluto un colore che riunisse tutto questo, tutte le mie passioni. Un amico un giorno mi parlò dell’incredibile storia del principe Scipione Luigi Borghese che nel 1907 accettò la sfida di percorrere in automobile 16.000 km, la Pechino-Parigi. Unico team italiano, Borghese con la sua ITALA 40-HP color grigio passa dalla Grande Muraglia, attraversa il deserto dei Gobi, gli Urali e “l’Itala scalpitante prende la fuga”. Una volta raggiunta Mosca, la macchina non era più grigia ma aveva il colore della terra rossa. Borghese ed il suo copilota arrivarono vittoriosi a Parigi tra fan italiani in adorazione… è da quel momento che la tinta ‘sporca’ dell’Italia divenne il colore ufficiale delle vetture italiane. Il rosso corsa era il colore di chi sfrecciava. Enzo Ferrari, è storia, lo adottò per le sue macchine. Lo stemma del mio paese è l’unione di una Croce ed un Giglio entrambi rossi. Che dire?

Il Verde Smeraldo

Sempre nei primi mesi di quell’anno 2001, mi trovavo spesso a pensare all’idea di azienda che avevo in testa e che mi apprestavo a costituire, in onestà dentro di me, sapevo che avrei attraversato anche momenti difficili, dove le cose non sarebbero andate come io auspicavo. Sarebbe stato quindi necessario avere un luogo dove rifugiarmi per ricaricare le batterie, liberare la mente e ritrovare i pensieri giusti. Quel luogo fantastico e perfetto poteva essere solo la città di smeraldo. Quando Frank Baum scrisse Il meraviglioso mago di Oz, usò lo smeraldo sia come nome che come materiale per la sua città incantata. Con questo colore meraviglioso voleva ammaliare, tanto che Dorothy e i suoi sgangherati amici cercavano assolutamente di raggiungerla. La città di smeraldo, a detta di molti critici letterari, è una metafora della possibilità di realizzare i propri sogni, ed era proprio lì, in quel luogo incantato, che anch’io volevo realizzare il mio sogno e in quel suo castello fiabesco, nei momenti più difficili, avrei voluto rifugiarmi per ritrovare la serenità, l’energia e la passione per il mio lavoro. Il verde smeraldo sarebbe stato un altro dei colori che volevo con me.

Il Blu

Dall’arte è partita la scelta dei colori che mi avrebbero accompagnato in questa avventura, e con l’arte si doveva concludere. In questo elettrizzante viaggio, che mi ha portato il 20 settembre 2001 nello Studio Notarile Rosselli a costituire Masoni S.p.A., ho avuto una compagna fidata e molto critica, avrei voluto ringraziarla in molti modi per i suoi consigli e per il suo appoggio incondizionato… È stato allora che ho pensato al suo quadro preferito, un’opera semplice, che ai più passa quasi inosservata… un solo colore, il blu. Una tela grande, quasi del tutto vuota ed in basso a destra una macchia blu. Joan Miró nel 1925 sotto quella ‘chiazza’ scrisse “ceci est la couleur de mes rêves”. Sarebbe diventato anche ‘il colore del mio sogno’: un’azienda rispettosa delle tradizioni artigianali, aiutata dalla tecnologia e supportata da una forza lavoro soddisfatta ed orgogliosa di lavorare con me! Avevo appena chiuso il quadro!